La vita ha due anime
sotto il controllo dei demoni
che una volta furono dei
Ed in queste due
si allinea la pazienza
camminando mogia mogia
sul filo della coscienza
Un’anima proverebbe a scappare
con i fili del destino a tirare
i capelli lunghi, d’argento
a far da baiadera – svettanti, possenti
L’altra – povera lei –
un morso senza sforzo
troverebbe tra i denti
e le unghie, rotte, distrutte
Loro – insieme povere anime –
non lo sanno ancora
ma a tutti è dato disegnare
anche dopo i dodici anni
Solo che la vita, inappellabile
ha scelto per tutti:
o sei un fine dittatore orante
oppure nessuno guarderà negli occhi
il tuo cammino, l’espressione sui tuoi fogli
Come un viaggio infimo
nulla, ma proprio nulla
ti convincerà
che hai qualcosa da dire
oltre al pianto e al diniego
dileguandoti silenziosa
sulla linea diritta
del tuo barcollante disegno.